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L’odio che uccide: osmosi e moralisti

24 gennaio 2020. Gianmarco Lorito, 43 anni, vigile a Palazzolo sull’Oglio (BS), si reca presso l’Università di Bergamo per seguire un corso di formazione. Parcheggia la sua auto su un posto destinato ai disabili, scambiandolo per un posto dedicato allo scarico e carico merci. Giovanni Manzoni, presidente dell’Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili), riceve la foto dell’auto e la pubblica su Facebook, con un commento di indignata e decisa condanna. Lo stesso Manzoni ammette che “lì la segnaletica fa schifo”. Comunque, da quel momento, Lorito diviene il bersaglio di una campagna d’odio feroce e insistente, nonostante abbia chiesto scusa e abbia devoluto all’Anmic la cifra corrispondente a una multa per sosta vietata (Anmic che è estranea all’ondata d’odio che si è scatenata).

Il 4 febbraio Gianmarco Lorito si uccide.

Ho scelto questo caso perché coinvolge una persona come tante, non un personaggio pubblico. Chiunque può divenire bersaglio dell’odio, per il quale il web è solo una parte della sua espressione. Perché, spesso, quest’odio tracima nella vita concreta della sua vittima.

Il caso di Gianmarco Lorito rappresenta due fenomeni dell’odio digitale: l’osmosi e gli odiatori moralisti. Vediamoli.

Osmosi. La membrana che separa il mondo online da quello offline è molto sottile, e fragile. L’odio online nutre l’odio offline e viceversa, in un’osmosi venefica che può incidere in modo molto concreto e a volte drammatico sulla vita delle sue vittime. Pensiamo anche al caso di Liliana Segre, al cyberbullismo e al revenge porn.

Odiatori moralisti. L’odiatore moralista attacca una persona sulla base di una sua presunta superiorità morale nei confronti di quella persona e/o sulla base di una presunta inferiorità morale della persona stessa. In questo senso, non c’è un solo tipo di odiatore moralista, ma una serie di tipologie, che parte dall’odiatore puro sino ad arrivare, attraverso varie sfumature, a persone che diffondono odio verso il bersaglio di turno quasi in buona fede, ovvero provando una sincera, per quanto spesso ipocrita, indignazione. E tutto ciò è ancor più pericoloso.

Informazioni sul caso di Gianmarco Lorito, qui:

https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/20_febbraio_05/palazzolo-l-ex-compagna-vigile-suicida-social-uccidono-29bc2820-478f-11ea-bec1-6ac729c309c6.shtml

https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/20_febbraio_04/bergamo-auto-servizio-posto-disabili-vigile-criticato-insultato-social-si-toglie-vita-ced0567c-4741-11ea-bec1-6ac729c309c6.shtml

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