L’omicidio di Luca Sacchi e il mediatico processo-farsa contro Anastasiya Kylemnyk

Violazioni?

violazióne s. f. [dal lat. violatio -onis]. – L’azione di violare, di non rispettare e trasgredire doveri e obblighi legali, sociali o morali.

violare. tr. [dal lat. viŏlare, affine a vis «violenza»] (io vìolo, ecc.). – 1. a. letter. Usare violenza a persone trasgredendo norme morali e di rispetto della loro integrità fisica e dignità umana. 2b. Trasgredire, non rispettare quanto è specificamente tutelato da leggi o da obblighi e doveri di natura sociale o morale, e le leggi e gli obblighi stessi.

Queste sono definizioni tratte dal Vocabolario Treccani in merito a “violazione” e a “violare”. Tutte si possono facilmente applicare al comportamento di Quarto Grado nei confronti di Anastasiya Kylemnyk. Però, in questo contesto, voglio concentrare l’attenzione su una parte specifica, ovvero quella in cui si definisce la violazione come l’atto di Trasgredire, non rispettare quanto è specificamente tutelato da leggi o da obblighi e doveri di natura sociale o morale, e le leggi e gli obblighi stessi.

Al fine di semplificare la comunicazione, mantenendo la correttezza dell’impostazione generale, uso il termine “legge” secondo la seguente accezione, anch’essa tratta dal Vocabolario Treccani:

légge s. f. [lat. lex lĕgis, prob. affine a lĕgĕre, come equivalente del gr. λέγω «dire»]. 1. Norma di condotta etica, sociale o giuridica.

Quindi, prendo tre riferimenti fondamentali che regolano la comunicazione mediatica in tema di informazione:

Le Massime conversazionali, elaborate da Paul Grice degli anni Settanta e riadattate ai media audiovisivi in Gianfranco Bettetini, L’occhio in vendita – Per una logica e un’etica della comunicazione audiovisiva, Marsilio Editori. Si tratta di regole relative alla corretta comunicazione di contenuti informativi.

Il “Testo unico dei doveri del giornalista”, punto di riferimento normativo fondamentale e obbligatorio per chiunque svolga l’attività di giornalista.

Il “Codice in materia di rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive”, il cui titolo dice già tutto.

Poi mi limito a confrontare queste “leggi”, intese nel senso visto sopra, con i comportamenti di Quarto Grado. Dove questi comportamenti sono in contrasto con queste leggi, quando non addirittura risultano essere loro opposto, non posso che constatare delle violazioni delle stesse – sempre nel senso visto sopra – e le mostro. Le descrizioni accurate di tali violazioni così intese, realizzate attraverso l’analisi di fotogrammi tratti dai servizi di Quarto Grado e dalla trascrizioni delle relative parti verbali, le trovate qui:

Massime conversazionali

1) Massima della Quantità. “Dai tanta informazione quanta ne serve”, ovvero: “Non essere né reticente né ridondante”. Reticente: “Che non dice, per paura o per qualche interesse personale, ciò che potrebbe o dovrebbe dire” (dal Vocabolario Treccani). Ridondanza: “Quantità eccessiva di qualcosa. Sinonimo di sovrabbondanza, eccesso” (dal Dizionario del Corriere della Sera).

QG– Mostra in modo ridondante informazioni inutili (le solite scene viste e riviste della serata, la clip di uno zaino con i soldi ecc.) ed è del tutto reticente su informazioni decisive (in pratica, la maggior parte degli 87 punti relativi al materiale analizzato dagli inquirenti e che ha portato alla “Richiesta del Pubblico Ministero di Giudizio Immediato”) e su informazioni di chiaro interesse giornalistico (su tutte, la parentela tra Alfonso Sacchi e Tiberio Simmi, considerato qualche anno fa come uno tra i maggiori rappresentanti della criminalità capitolina, strettamente legato alla banda della Magliana e alla destra eversiva e non, e il cui nipote è stato ucciso nel 2011 in un agguato che gli inquirenti ipotizzano legato al traffico di droga; cui si aggiunge la questione dell’amicizia che intercorrerebbe – ma io la do come certa – da anni tra Matteo Salvini e la famiglia Sacchi).

2) Massima della Qualità. “Sii sincero, e fornisci informazione veritiera secondo quanto sai”. Poi: “Non dire ciò che credi essere falso” e “Non dire ciò per cui non hai prove adeguate”.

QG – Quarto Grado non solo non ha prove adeguate, ma proprio non ha prove per affermare la responsabilità diretta di Anastasiya Kylemnyk nella morte di Luca Sacchi (per il semplice fatto che non è responsabile), quindi ricorre a un tipo di linguaggio volutamente ambiguo, proprio anche della mafia, chiamato “obliquità semantica”. Per questo rimando alla Massima del Modo.

3) Massima della Relazione. “Sii pertinente”. Pertinente: “Che riguarda direttamente un determinato argomento” (dal “Dizionario Zanichelli”).

QG – Tutto quanto riguarda le varie violazioni della privacy di Anastasiya Kylemnyk non è pertinente, ovvero è del tutto estraneo sia al tema dell’omicidio di Luca Sacchi sia a quello della presunta violazione della legge sulla droga. La “pertinenza” la crea Quarto Grado in modo palesemente artificiale e con altrettanto evidente malafede, accostando immagini e temi in realtà indipendenti.

4) Massima del Modo. “Sii chiaro”. Ovvero: “Evita l’oscurità di espressione”, “Evita l’ambiguità”, “Sii breve (evita la prolissità non necessaria)”, “Sii ordinato nell’esposizione”.

QG – Tutto il mediatico processo-farsa di Quarto Grado è fondato sulla costante, metodica e strategica violazione di questa regola. L’esempio più clamoroso, e dal mio punto di vista mai abbastanza disprezzabile, è rappresentato dal servizio dell’8 maggio 2020 con protagonista la signora Tina Galati, teneramente chiamata “mamma Tina” dal conduttore. Servizio nel quale, grazie anche alla precedente attività di Quarto Grado in collaborazione con la famiglia Sacchi e i suoi avvocati, l’espressione più volte usata dalla stessa signora, “portato via”, riferita ad Anastasiya Kylemnyk nei confronti di Luca Sacchi, viene percepita dalla maggior parte del pubblico di quella trasmissione come “colpevole per la morte del povero Luca”.

Testo unico dei doveri del giornalista

Testo – TITOLO I, Articolo 1. È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.

QG – Anastasiya Kylemnyk è stata vittima dell’aggressione sfociata nell’omicidio di Luca Sacchi. Risulta manifesto che Quarto Grado è venuta meno – in modo reiterato e metodico – al citato obbligo inderogabile, visto che ha realizzato una serie di servizi con il manifesto obiettivo di farla percepire come responsabile dell’omicidio ed è arrivata al punto da definirla “Imputata e accusatrice” contro la verità processuale che la vedeva imputata per violazione della legge sulla droga e testimone dei fatti che hanno portato all’omicidio, in quanto vittima dell’aggressione precedente allo stesso.

Testo – TITOLO I, Articolo 1.  Il giornalista […] g) applica i principi deontologici nell’uso di tutti gli strumenti di comunicazione, compresi i social network.

QG – Minacce di botte e altre violenze, insulti basati su stereotipi razzisti, forme di violenza sulle donne, oscenità e diffamazioni: i commenti ai servizi sono direttamente frutto dei servizi stessi quindi Quarto Grado deve essere considerata responsabile sia di avere provocato e istigato l’odio che ha portato a tali commenti sia di non averli rimossi, in piena violazione degli standard di Facebook, nonché di altre norme e regole. Comunque, sui commenti e sulle forme di violenza sulle donne vedremo molto bene più avanti.

A riprova di ciò, ecco quanto afferma lo Standard della community di Facebook.

Testo – PARTE III. Contenuti deplorevoli. 12. Contenuti che incitano all’odio. Non consentiamo l’incitamento all’odio su Facebook perché crea un ambiente di intimidazione ed esclusione e in alcuni casi potrebbe promuovere la violenza offline. […]. Definiamo l’incitamento all’odio come un attacco diretto rivolto alle persone sulla base di categorie protette, quali razza, etnia, nazionalità di origine, disabilità, religione, casta, orientamento sessuale, genere, identità di genere e malattie gravi. Definiamo l’attacco come discorsi violenti o disumanizzanti, stereotipi nocivi, dichiarazioni di inferiorità, espressioni di disprezzo, disgusto o rifiuto, imprecazioni e incitazioni all’esclusione o alla segregazione.

QG – Si veda quanto scritto sopra. E  poi basta e avanza l’esempio del servizio dell’8 maggio 2020 con protagonista Tina Galati e analizzato, attraverso fotogrammi e citazioni testuali, qui: https://storieanomale.com/2022/11/04/dai-rituali-di-degradazione-a-forme-di-violenza-sulle-donne-tecniche-e-strategie-di-manipolazione-di-un-giornalismo-che-diventa-cane-da-guardia-del-potere/#odio

In questo servizio si trovano tutte le caratteristiche proprie di un discorso d’odio secondo quanto definito nella “Raccomandazione n. 15/2015 della commissione contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri) del consiglio d’Europa” e in altre parti.

Testo – TITOLO II. Articolo 3.  Il giornalista […] a) rispetta il diritto all’identità personale ed evita di far riferimento a particolari relativi al passato, salvo quando essi risultino essenziali per la completezza dell’informazione.

QG– Nella porcata del 12 giugno 2020 Quarto Grado, attraverso un’evidente violazione della privacy di Anastasiya Kylemnyk, manda in onda immagini e chat predate dal suo cellulare relative alla sua vita intima (basta che provengano dal suo cellulare per poter affermare ciò) e del tutto inutili per la completezza dell’informazione in quanto del tutto scollegate dal caso in questione. Il collegamento – peraltro goffo, oltre che realizzato in chiara malafede – lo fa Quarto Grado con la solita tecnica dell’accostare tra di loro immagini indipendenti le une dalle altre e lasciando che la relazione tre di esse si verifichi nelle menti bacate dei loro fan e spettatori. Qui l’analisi: https://storieanomale.com/2022/10/22/la-metafora-del-cane-la-verita-e-lo-slavejournalism-nel-mediatico-processo-farsa-contro-anastasiya-kylemnyk/

Testo – TITOLO III, Articolo 8. Il giornalista a) rispetta sempre e comunque il diritto alla presunzione di non colpevolezza.

QG – Non solo danno come assodata la colpa in merito alla violazione della legge sulla droga, costruiscono su Anastasiya Kylemnyk la colpa per un reato che non ha mai commesso e per il quale non è mai stata in alcun modo sospettata.

Testo – TITOLO III, Articolo 8. Il giornalista […] d) nelle trasmissioni televisive rispetta il principio del contraddittorio delle tesi, assicurando la presenza e la pari opportunità nel confronto dialettico tra i soggetti che le sostengono – comunque diversi dalle parti che si confrontano nel processo – garantendo il principio di buona fede e continenza nella corretta ricostruzione degli avvenimenti.

QG – Totale assenza di contradditorio e di pari opportunità nel confronto. Frequente e attiva presenza di soggetti che partecipano al processo. Occultamento, reiterato e metodico, di informazioni fondamentali per la corretta ricostruzione degli avvenimenti, sia per quanto riguarda le intercettazioni, sia per quanto riguarda i contenuti dei documenti ufficiali quali l’Ordinanza di custodia cautelare e la Richiesta del Pubblico Ministero di Giudizio Immediato. E così via, nella manifesta assenza di buona fede, anzi nell’altrettanto manifesto asservimento agli interessi privati della famiglia Sacchi, in stretta collaborazione con la stessa e con i suoi avvocati.

Testo – TITOLO III, Articolo 8. Il giornalista e) cura che risultino chiare le differenze fra documentazione e rappresentazione, fra cronaca e commento.

QG – Anche in questo caso, Quarto Grado fa esattamente l’opposto. Dato che la cronaca non le fornisce materiale… mi correggo: dato che la cronaca, come il processo reale, propone solo dati di fatto contrari al suo obiettivo asservito alla famiglia Sacchi e ai suoi avvocati, prende immagini in realtà del tutto indipendenti le une dalle altre, le mischia insieme e pretende di fornire loro un carattere di verità. Purtroppo, molti dei suoi fan, manifestamente intrisi di stereotipi razzisti, abituati a pratiche comunicative tipiche della violenza sulle donne, arroganti, violenti, bigotti e triviali, godono nel crederle e agiscono di conseguenza.

Testo – TITOLO III, Articolo 9. Il giornalista g) non omette fatti, dichiarazioni o dettagli essenziali alla completa ricostruzione di un avvenimento.

QG – Quarto Grado omette quasi tutti gli 87 punti sui quali si basa la “Richiesta del Pubblico Ministero di Giudizio Immediato”, nonché ogni notizia, informazione, approfondimento che sbugiarderebbe la loro linea editoriale, ovvero quella della manipolazione e del depistaggio in favore della strategia difensiva della famiglia Sacchi.

“Codice in materia di rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive”

Testo – CONSIDERATO altresì l’inderogabile dovere di rispettare, nell’esercizio di tale libertà, i diritti inviolabili alla dignità, alla onorabilità e alla riservatezza, specificamente tutelati dalla presunzione di non colpevolezza sancita dall’art. 27 Cost., delle persone.

QG – Abbiamo già visto come Quarto Grado, per quanto riguarda Anastasiya Kylemnyk, violi tutto il violabile, fottendosene con arroganza di dignità, onorabilità e riservatezza e come, oltre a dare per certa la colpevolezza per la violazione della legge sulla droga, crei ad arte, con l’entusiasta partecipazione dei coniugi Sacchi e dei loro avvocati, un altro reato – gravissimo – da attribuire con altrettanta certezza ad Anastasiya Kylemnyk.

Testo – Art. 1, 1. Le parti […] si impegnano ad adottare nelle trasmissioni televisive che abbiano ad oggetto la rappresentazione di vicende giudiziarie in corso le misure atte ad assicurare l’osservanza dei principi di obiettività, completezza, e imparzialità, rapportati ai fatti e agli atti risultanti dallo stato in cui si trova il procedimento nel momento in cui ha luogo la trasmissione, e a rispettare i diritti alla dignità, all’onore, alla reputazione e alla riservatezza costituzionalmente garantiti alle persone direttamente, indirettamente od occasionalmente coinvolte nelle indagini e nel processo.

QG – Viene quasi da ridere nel vedere come Quarto Grado faccia ESATTAMENTE L’OPPOSTO. Anche questo, già mostrato e stradimostrato.

Testo – Art. 1, 2. c) adottare modalità espressive e tecniche comunicative che consentano al telespettatore una adeguata comprensione della vicenda, attraverso la rappresentazione e la illustrazione delle diverse posizioni delle parti in contesa, tenendo ponderatamente conto dell’effetto divulgativo ed esplicativo del mezzo televisivo che, pur ampliando la dialettica fra i soggetti processuali, può indurre il rischio di alterare la percezione dei fatti.

QGSembra che Quarto Grado legga questo Codice per fare ESATTAMENTE L’OPPOSTO di quanto indicato. Attraverso l’accostamento di immagini in realtà indipendenti l’una dall’altra e attraverso un linguaggio allusivo e ambiguo, non solo hanno metodicamente e in modo reiterato alterato la percezione dei fatti: hanno creato dal nulla la percezione di fatti inesistenti.

Dopo tutto quanto visto, è evidente come Gianluigi Nuzzi, Alessandra Viero e il resto della maggior parte dei “giornalisti” questa specie di trasmissione abbiano in modo ripetuto, voluto e consapevole messa in atto una condotta che ha gravemente compromesso la loro dignità professionale, conduttore e conduttrice su tutti. Quindi…

Testo – Articolo 15. La violazione delle regole e dei principî contenuti nel «Testo unico» e integranti lo spirito dell’art. 2 della legge 3.2.1963 n. 69 comporta per tutti gli iscritti all’Ordine dei giornalisti l’applicazione delle norme contenute nel Titolo III della citata legge.

TITOLO III. 51. Sanzioni disciplinari. 55. Radiazione. La radiazione può essere disposta nel caso in cui l’iscritto con la sua condotta abbia gravemente compromesso la dignità professionale fino a rendere incompatibile con la dignità stessa la sua permanenza nell’albo, negli elenchi o nel registro.

Ah, quasi dimenticavo:

Testo – TITOLO I, Articolo 2. Il giornalista e) non accetta privilegi, favori, incarichi, premi sotto qualsiasi forma che possano condizionare la sua autonomia e la sua credibilità.

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