Salvini e le sue Bestie, uno tra “i maggiori gestori di ogni forma criminale capitolina” e un giornalismo infame: le verità dietro il linciaggio mediatico di Anastasiya Kylemnyk

Salvini, malavita, mafia, giornalisti nel linciaggio mediatico di Anastasiya Kylemnyk

Povera MAMMA! ANASTASIA PUTTANA lunga vita piena di sofferenza e tortura!!!

maledetta e poco togliere un figlio alla madre è poi infangarlo pure e da seppellire viva quella merda di ragazza la solita ragazza dell’est in cerca di soldi ti ha portato via il figlio è deve pagare mi dispiace che un’intera famiglia per 5 anni si sia lasciata ingannare da una troia dell’est lurida maiala quel povero ragazzo non c’è più per una lurida bastarda che è venuta in italia per fare del male ergastolo a vita per questa maiala assassina ammazzati zoccola troia io gli facevo fare la stessa fine mostro spietato quelle dell’est sono tutte uguali muori ammazzata lurida zoccola non è giusto che deve vivere un essere del genere per mettere a posto questa ci vuole uno con le p… lei lo ha fatto fuori fategliela pagare con la stessa moneta altro che non rispondere sarebbe meglio dare delle bastonate le farei abbassare la testa a suon di schiaffi la prenderei a schiaffi vengono in italia a delinquere ti auguro di passare il resto della vita dietro le sbarre biondina sei complice della morte di un bravo ragazzo vediamo se fai ancora la figa in galera che giustizia sia fatta troia drogata spacciatrice ma è chiaro che questa extracomunitaria è una falsa ipocrita che pensa solo a sé stessa e che è lei l’artefice insieme a quei delinquenti di quanto è successo gliela farei pagare cara a questa zoccola la zingara ripulita aria da puttana anche io auguro a questa schifosa una fine terribile dopo tanta sofferenza schifosa maledetta queste cose si pagano fossi io anastasia non ci sarebbe più è una delinquente ucraina il povero luca è stato sfortunato a conoscere quella lurida vipera di anastasia che rabbia che mi fa le spaccherei la faccia vedendo quella mamma disperarsi così in carcere deve morire io mi sarei fatta giustizia con le mie mani lurida puttana doveva morire quella bastarda giustizia privata adesso tocca a lei merda puttanella stiamo scherzando troppo con la giustizia serve una ventata di estrema destra italiana è solo una grandissima puttana deve crepare è da seppellire viva troia straniera anastasia è una troia.

La breve storia dell’alieno intelligente

Forse, qualcuno di voi conosce il personaggio dell’alieno intelligente. È un alieno che si è venuto a trovare sulla Terra. È intelligente nel senso che sa analizzare i dati, elaborarli e giungere a conclusioni sulla base di essi. Ed è anche curioso, il nuovo e l’ignoto lo interessano. Però non conosce noi terrestri, i nostri vari modi di pensare e di agire, e neppure le nostre culture e le nostre tradizioni.

Scenario: il nostro alieno intelligente si trova in Italia, siamo nella primavera del 2020. Com’è, come non è, un giorno capita sulla pagina Facebook di Quarto Grado. Quel giorno è l’8 maggio [1]. Guarda un video nel quale una signora si scaglia con veemenza e aggressività contro una tale Anastasiya. Poi legge i commenti sotto il video. Il suo primo pensiero è: povera mamma, come ha potuto quella ragazza fare una cosa tanto orribile? Subito dopo, visto che è un alieno intelligente e curioso, riguarda il video. Il linguaggio usato dalla signora non è chiaro, ma è sorretto da una carica emozionale molto forte, almeno questo è quello che sembra voglia trasmettere. Il nostro alieno comincia a pensare che ci sia qualcosa (molto) che non va: nei commenti, oltre a quelle che ha scoperto essere una serie di oscenità di vario tipo, ci sono affermazioni orribili ma da nessuna parte ci sono i dati che dovrebbero portare a esse. Così si informa. E scopre qualcosa che lo sorprende molto.

Anastasiya Kylemnyk (sì, perché quella ragazza ha anche un cognome) sarebbe stata coinvolta in un presunto tentativo di violazione della legge sulla droga, per avere avuto con sé una busta contenente i soldi per la compravendita di marijuana. Fatto per il quale, tra l’altro, si dichiara non colpevole. Fine.

Quindi il nostro alieno torna a vedere quel video e a leggere quei commenti e, disgustato, decide di tornarsene sul suo pianeta.

La sera del 23 ottobre 2019

La sera del 23 ottobre 2019 l’italiano Paolo Pirino – legato alla ‘ndrangheta – aggredisce Anastasiya Kylemnyk a scopo di rapina, colpendola alla nuca con una mazza da baseball. Luca Sacchi, fidanzato di Anastasiya Kylemnyk ed esperto di arti marziali, atterra Paolo Pirino. A quel punto l’italiano Valerio Del Grosso – molto probabilmente legato alla ‘ndrangheta – spara un colpo in testa a Luca Sacchi, che morirà poche ore dopo in ospedale. Fine [2].

Pochi giorni dopo ebbe inizio il delirio.

Quella che segue è la ricostruzione, basata su una serie di dati di fatto ma dal carattere comunque ipotetico, di quella che ritengo essere la più grande campagna di disinformazione mai vista in un Paese democratico, almeno in relazione a un fatto di cronaca come questo: violenta, volgare, asservita, disumana, servile, prepotente e codarda: il mediatico processo-farsa contro Anastasiya Kylemnyk.

I fatti oggettivi derivano anche dall’analisi di linguaggi verbali e audiovisivi utilizzati da Quarto Grado e dall’analisi dei profili delle persone che, nei commenti, insultano, minacciano, diffamano e umiliano in vario modo Anastasiya Kylemnyk [3]. Cui si aggiunge la lettura di post e articoli di vari quotidiani e dall’analisi degli stessi. Quindi terrò sempre la distinzione tra questi fatti – non discutibili – e le conclusioni – ipotetiche anche se, secondo me, molto probabili – che si fondano su di essi.

Per il resto, rivendico, sempre nel rispetto delle persone, l’esercizio del diritto di critica [4] e per approfondimenti rimando al link già citato [5].

Sovranisti: dal panico all’attacco

Subito dopo quella tragica sera, il mondo sovranista è apparso attraversato da un’ansia che, spesso, pareva rasentare il panico. Dal Secolo d’Italia sino al più sparuto gruppo Facebook, è stata tutta un’esplosione di allarmi per il fatto che l’omicida e il suo complice (secondo l’accusa) fossero due italiani. Fin qui, i dati di fatto. Che questa ansia fosse dovuta solo a ciò o, invece, alla specifica identità dei due italiani, non possiamo saperlo. Io propendo per la prima ipotesi, ma non mi sento neanche di escludere la seconda. Così come non mi sento di escludere che siano vere entrambe: per la maggior parte l’ansia derivava dal fatto che si trattasse di due italiani, per qualcuno il panico era causato dal fatto che si trattasse proprio di quei due italiani.

Immediatamente dopo l’ansia – per qualcuno il panico – sono cominciati, da parte di media in vario modo riconducibili all’area sovranista [6], gli attacchi contro Anastasiya Kylemnyk. In particolar modo si sono distinti (riconfermandosi in tutto questo tempo, con l’eccezione della Vita in diretta) i seguenti quotidiani: Libero, Il Giornale, Il Tempo, Affari Italiani e le seguenti trasmissioni televisive: La vita in diretta (edizione Matano/Cuccarini) e Quarto Grado. A ciò si aggiungono, nei commenti relativi ai vari post sulle pagine Facebook di questi media, una grande quantità di haters di stampo sovranista, o comunque di destra, anche estrema, il cui linguaggio è così simile a quello della Bestia di Salvini, da far pensare che, almeno alcuni di loro, non agiscano in modo spontaneo. Esemplificativa la veemente difesa di Luca Sacchi portata dal capogruppo della Lega per Salvini alla Camera, Riccardo Molinari, pappagallato poco tempo dopo da Carmelo Abbate nella solita Quarto Grado, quasi conoscessero il ragazzo personalmente. Fin qui i dati di fatto.

Matteo Salvini e famiglia Sacchi

Sulla base di questi dati di fatto ora ricostruisco uno scenario che ritengo molto probabile, ma che conserva comunque una natura ipotetica. Quindi, benché, per facilitare la lettura, eviterò, in genere, l’utilizzo del modo condizionale, lo scenario qui sotto va considerato come l’esposizione di un’ipotesi, sia pure basata su indiscutibili dati di fatto.

La ragazza straniera

Luca Sacchi ucciso da due italiani e considerato coinvolto in una storia di droga. Bisogna evitare la luce su tutto ciò. La ragazza, invece, è straniera, giusto? Sì. Perfetto: sarà lei il capro espiatorio. Sarà lei la vera colpevole [7], la responsabile di tutto. Fidatevi di noi: la trasformeremo in un mostro, e la gente ci crederà.

Telefonate alle redazioni, incontri, tutto in modo frenetico, dominato da un’evidente ansia. Strette di mano, riunioni, pacche sulle spalle: si stringono accordi. Si allestisce il mediatico processo-farsa. Post-it che formano grappoli tematici (che vedremo tra poco) sulle bacheche delle redazioni. Si accendono laptop, videocamere, telecamere, luci e microfoni. Si istruiscono gli ospiti. La messa in scena è pronta: ma è un processo-farsa, perché in esso è del tutto assente la difesa e la verità viene metodicamente calpestata, deformata, nascosta.

Subito, si scatena l’odio della folla, tra la quale numerosi sono gli agitatori prezzolati. Ha inizio il linciaggio mediatico. E le luci sono tutte in un’unica direzione. Il resto è lasciato nell’oscurità. Depistaggi e manipolazioni dell’opinione pubblica si mostrano di giorno in giorno sugli schermi televisivi, sulle pagine dei giornali, nel web…

08/05/2020. Il trionfo dell’Odio

Torniamo al brano con il quale ho aperto questo articolo. Uno dei due video pubblicati sulla pagina Facebook di Quarto Grado reindirizza a Mediaset, l’altro potete godervelo direttamente su Facebook: http://www.facebook.com/quartogrado/posts/2885713791506552. I commenti che avete letto si riferiscono a questo.

Breve sintesi introduttiva [8]: Tina Galati, al cui fianco c’è Alfonso Sacchi, parla dell’assassino del figlio e del suo presunto complice. Ha sulla bocca una mascherina chirurgica. Il tono è privo di enfasi, quasi indifferente, anche quando dice che li vorrebbe morti. Anche la reazione di Nuzzi è fiacca, un “Ah” recitato lì tanto per chiudere quella parte che mi sembra patetica, fatta solo per introdurre – per contrasto – quello che segue. La camera, da un punto di ripresa piuttosto distante dai protagonisti, stringe su Tina Galati (con sempre al suo fianco il marito) che con un gesto plateale si toglie la mascherina e comincia a inveire (in senso tecnico, vedi sempre quanto alla nota 7) contro Anastasiya Kylemnyk. Adesso il tono è concitato, emotivamente carico, e la comunicazione non verbale ne segue lo stile, lo sorregge e lo potenzia [9].

Il brano che apre questo post è formato da una frase iniziale, nella quale rispetto maiuscole e punteggiatura, cui segue una selezione di commenti espressa sotto forma di flusso di coscienza, anche se coscienza mi sembra un termine del tutto fuori luogo, vista la bassezza umana, morale, intellettiva e culturale dei fan di Quarto Grado e della coppia Galati-Sacchi che hanno scritto queste oscenità. Direi piuttosto flusso d’odio.

Uniti al video, quella frase iniziale e questo flusso d’odio rappresentano al meglio la strategia messa in atto dalla difesa della famiglia Sacchi con la complicità dei media di cui abbiamo visto. Vediamo.

Povera MAMMA! ANASTASIA PUTTANA lunga vita piena di sofferenza e tortura!!!

Povera MAMMA! – Con questo servizio, Tina Galati conferma e rende definitiva la propria leadership dell’odio contro Anastasiya Kylemnyk [10]. Servizio che, come ho dimostrato in modo non discutibile, mostra, direi esibisce, la volontà di depistare l’attenzione da altre persone e contesti e di influenzare sicuramente l’opinione pubblica e molto probabilmente anche il processo reale. Vedremo tra poco come. Per adesso stabiliamo una volta per tutte che in quei video non assistiamo a uno sfogo spontaneo e disperato ma a una recitazione che fa parte di una messa in scena scritta e realizzata freddamente da Quarto Grado con l’evidente obiettivo di convogliare tutto l’odio possibile verso Anastasiya Kylemnyk al fine di depistare l’attenzione da altre persone e contesti e di influenzare il vero processo.

ANASTASIA PUTTANA lunga vita piena di sofferenza e tortura!!! – Questa seconda parte del medesimo commento, dimostra in modo inequivocabile l’essenza della strategia comunicativa di Quarto Grado: fare leva sull’emotività, abolire ogni filtro razionale, trasformare la famiglia Sacchi in una sorte di Sacra Famiglia (e, dunque, intoccabile) e Anastasiya Kylemnyk, per dirla in un modo che piacerebbe a Nuzzi & C., nella Troia Straniera Assassina che deve subire ogni tipo di violenze [11]. Violenza contro le donne, razzismo, diffamazione, insulti, minacce: questi sono i risultati dei servizi di Quarto Grado sul caso Sacchi nei confronti di Anastasiya Kylemnyk [12]. Chiunque guardi e ascolti senza pregiudizi quel video e legga i relativi commenti può verificare al di là di ogni dubbio il nesso causale tra i contenuti del servizio e quelli espressi nei commenti. E questa dinamica si ripete, appunto, in ogni servizio sul caso. Di conseguenza, i responsabili dei servizi di Quarto Grado sul caso Sacchi devono essere inevitabilmente considerati responsabili anche dei contenuti espressi nei commenti relativi ai servizi stessi, così come deve essere considerata responsabile l’intera trasmissione nella sua versione social, in quanto non rimuove quei commenti [13].

Ma torniamo adesso ai video dell’8 maggio, in quanto in essi, e nei commenti relativi, si manifesta in modo esplicito e certo la strategia complessiva di Quarto Grado, messa in atto con la piena e partecipata collaborazione della coppia Galati – Sacchi e dei loro avvocati, tanto che non mi sorprenderebbe se questi ultimi fossero anche co-autori dei testi per quanto riguarda i servizi sul caso.

I grappoli tematici (vedi sopra) rappresentano dei nuclei tematici d’odio, espandendo i quali si reiterano le aggressioni contro Anastasiya Kylemnyk. Vediamoli. Ricordo che tutto è facilmente recuperabile nei commenti ai video. Io ho preso in special modo in considerazione quello pubblicato direttamente sulla pagina Facebook.

Alla base di tutto sta il tema della “Ragazza dell’Est venuta in Italia per delinquere e portare via i bravi ragazzi italiani dalle loro dolcissime famiglie”. Questo tema scatena una serie si stereotipi e pregiudizi consolidati in un gran numero di persone. Non ha importanza alcuna che Anastasiya Kylemnyk sia venuta in Italia da bambina e che da tempo sia in tutto e per tutto cittadina italiana. L’ignoranza domina tra gli haters e fa comodo a quelli di Quarto Grado che si guardano bene dal fare un’informazione corretta sul caso, dato che la loro “missione” è esattamente l’opposto.

– La ripresa a distanza e i toni fiacchi e inespressivi utilizzati parlando di Del Grosso e Pirino fanno di colpo posto alla ripresa ravvicinata di Tina Galati la quale, toltasi la mascherina, comincia a inveire contro Anastasiya Kylemnyk con toni aggressivi ed emotivamente carichi. Qui, sia a livello contenutistico che audiovisivo, si manifesta l’essenza della strategia di Quarto Grado: depistare l’attenzione dai responsabili dell’aggressione e dell’omicidio e dalla famiglia Sacchi (Luca compreso) per convogliarla tutta verso Anastasiya Kylemnyk mettendo in campo vari nuclei tematici d’odio. Non posso affermare che si voglia, in questi video, influenzare alcune parti del processo reale, come testimoni o imputati o lanciare loro determinati messaggi, ma diciamo che neanche scarterei questa ipotesi. Per adesso, ecco i nuclei d’odio e i loro effetti.

Nucleo d’odio: responsabilità di Anastasiya Kylemnyk per la morte di Luca Sacchi. Effetti: diffamazioni aggravate; minacce; insulti connotati dall’incitamento a torture, botte e morte. Depistaggio rispetto al vero assassino e al suo presunto complice, comunque responsabile dell’aggressione contro Anastasiya Kylemnyk. Ricordo che per entrambi si parla di appartenenza alla ‘ndrangheta, dunque siamo in presenza di un depistaggio anche rispetto a questo contesto.

Nucleo d’odio: relazione tra Anastasiya Kylemnyk e Giovanni Princi. Effetti: umiliazioni, oltraggi e insulti relativi alla violenza sulle donne. Depistaggio rispetto all’approfondimento dell’amicizia – questa sì reale – tra Luca Sacchi e Giovanni Princi. Amicizia che appare fatta da una frequentazione quotidiana tra i due, accomunati dalla passione per le moto e le palestre. Amicizia per altro riconfermata più volte nel corso del processo reale. Mentre, guarda caso, della presunta relazione tra Anastasiya Kylemnyk e Giovanni Princi non c’è né c’è mai stata alcuna traccia, se non nelle allusioni di Tina Galati e nei servizi realizzati ad hoc da Quarto Grado nel suo genuflesso asservimento alla famiglia Sacchi.

Nucleo d’odio: serpe in seno, ovvero Anastasiya Kylemnyk accolta “come una figlia” dai Sacchi e che poi si è comportata…bé si è comportata come affermano i Sacchi, peraltro colti più volte a fare affermazioni non proprio aderenti alla realtà dei fatti [14]. Ricordo che nel corso di una puntata di Porta a porta – che ritengo ripugnante e non so neanche se rimanga entro i limiti del lecito – Paolo Salice, che ritiene di svolgere la professione di avvocato, ha chiesto a Bruno Vespa e agli ospiti in studio, di poter sdoganare il termine “serpe” per definire Anastasiya Kylemnyk, ottenendo pieni e convinti consensi da parte dei presenti [15]. Effetti: insulti attinenti all’odio razziale. In definitiva, la vita di Anastasiya Kylemnyk risulta essere raccontata da una coppia le cui affermazioni sono più volte state smentite dalla realtà dei fatti e il cui esplicito obiettivo è quella di distruggere Anastasiya Kylemnyk. Questo blog ha provato a raccontare un’altra storia, al di fuori dell’odio e della malafede [16] [17] [18].

Riassumendo, ecco cosa Quarto Grado, attraverso servizi realizzati in modo mirato, cinico e asservito, scatena nei confronti di Anastasiya Kylemnyk: diffamazioni aggravate; minacce; insulti connotati dall’incitamento a torture, botte e morte; umiliazioni, oltraggi e insulti relativi alla violenza sulle donne; insulti attinenti all’odio razziale.

Ma non è finita qui. Quali effetti potrebbe avere questa massa d’odio sulla vittima?

Il reale e il virtuale non si distinguono – spiega la psicologa e psicoterapeuta Barbara Forresi – l’aggressione online è una vera e propria aggressione, a tutti gli effetti, e gli esiti psicologici delle parole sulla vittima presa di mira non sono da sottovalutare. Non mi chiederei se l’aggressività è virtuale o reale ma come si manifesta diversamente a seconda di luoghi (e persone)…da questo punto di vista Internet è solo il contesto […]. La sensazione di fragilità intensa che la vittima si trova a vivere quando viene attaccata online è concreta, reale, molto forte. Chi è colpito si sente in pericolo. Si sente odiato, sperimenta un senso di ingiustizia e di debolezza […]. Nel gruppo intervengono meccanismi di categorizzazione che, spiega ancora Forresi, «si nutrono di stereotipi e pregiudizi come il genere o la cittadinanza, dinamiche di esclusione, polarizzazione delle idee espresse (che in gruppo diventano estreme), deumanizzazione delle vittime e deresponsabilizzazione sociale». Non da ultimo, quando l’odio di un hater diventa ondata di odio, entrano in gioco anche meccanismi di ricompensa, che derivano dall’approvazione degli altri, dei simili e allora odiamo ma ci sentiamo bene, perché siamo sostenuti, appoggiati […].

Stabilito tutto ciò, centinaia di persone che dichiarano la loro vicinanza e il loro affetto verso una donna e che, al tempo stesso, si accaniscono su una ragazza sbavando ogni forma di violenza verbale contro di essa, secondo me rappresenta il punto più buio, ripugnante, ipocrita e disumano di quella che ritengo essere la più feroce e vigliacca espressione della malainformazione asservita.

Veniamo adesso al flusso d’odio. Ho tolto maiuscole e punteggiatura per provare a rendere l’idea di come le tecniche comunicative di Quarto Grado conducano a una manipolazione della mente di molte persone raggiungendone l’inconscio e immergendole nell’irrazionale, in una dimensione acritica ed emotiva. Una dimensione dove si mescolano e susseguono senza soluzione di continuità le manifestazioni degli istinti più bassi e brutali: crudeltà, violenza, pregiudizi e stereotipi razzisti, sadismo, oscenità varie. Che, anche attraverso il solo montaggio, sia possibile indurre negli spettatori stati onirici o psicotici, sia pure fatte le debite proporzioni, lo dimostra la storia e la tecnica del cinema [19]. Come Quarto Grado, che di storico ha solo l’asservimento a chi sappiamo, utilizzi metodi simili, è stato qui più volte dimostrato [20] [21] [22].

“Luca Sacchi, l’omicidio che scuote Roma: e spunta la parentela con la Magliana”

Così intitolava “Il Messaggero” un articolo del Venerdì 25 Ottobre 2019, ovvero due soli giorni dopo l’omicidio. I fatti. Alfonso Sacchi è parente di Tiberio e Roberto Simmi, due fratelli coinvolti (poi assolti) nel maxi processo contro la banda della Magliana. Il figlio di Roberto, Flavio, è stato ucciso con nove colpi di pistola il 5 luglio 2011. Il movente pare sia da ricercarsi nel mondo dello spaccio di droga. Tiberio Simmi ha un negozio vicino al locale di Alfonso Sacchi, la Taverna Le Coppelle [23]. Al di là della naturale constatazione che nessuno è responsabile dei parenti che ha, la notizia rimane di grande interesse, soprattutto dopo che gli inquirenti hanno ipotizzato il presunto tentativo di violazione della legge sulla droga. Eppure, è presto caduta nell’oblio, visto l’incredibile tempismo con il quale si è messa in moto la macchina dell’odio contro Anastasiya Kylemnyk. Bene, in questo blog trovate la ricostruzione, fatta attraverso articoli di giornali e altre fonti pubbliche, di oltre mezzo secolo di relazioni intercorse fra Tiberio Simmi e gli esponenti di mafie, destra eversiva, banda della Magliana e destra politica [24]. Al termine di questo viaggio – che, ripeto, mostra nessi relazionali senza entrare in eventuali aspetti giuridici – scoprirete come e in che modo il parente di Alfonso Sacchi abbia intrattenuto relazioni (molte anche attraverso il proprio esercizio commerciale) con:

– Esponenti della banda della Magliana, tra i quali:

Giuseppe De Tomasi (“mente” della banda), Carlo Alberto De Tomasi (figlio di Giuseppe, una perizia fa riferire a lui la voce anonima che ha chiamato “Chi l’ha visto?” facendo riaprire il caso sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, collegandola, in qualche modo, alla sepoltura di Enrico De Pedis), Enrico De Pedis (tra i capi della banda, è collegato alla scomparsa di Emanuela Orlandi).

– Esponenti della malavita organizzata, tra i quali:

Pippo Calò (cassiere della Mafia), Michele Senese (boss camorrista di Afragola, frequenta il negozio dei Simmi), Francesco D’Agati (uomo di Pippo Calò, molto vicino a Bernardo Provenzano, collegamento che risulta dagli atti della Direzione distrettuale antimafia).

– Esponenti della destra eversiva e politica (quest’ultima ora possiamo definirla sovranista), tra i quali:

Massimo Carminati (ex NAR; coinvolto nel “depistaggio” delle indagini sulla strage di Bologna; accusato di aver depositato un pacco di esplosivo sul treno Taranto-Milano il 13 gennaio 81; coinvolto nell’inchiesta Terre di mezzo, chiamata anche Mafia Capitale), Maurizio Lattarulo (ex Nar ed ex sodale del boss De Pedis, frequenta il negozio di oreficeria che Tiberio gestisce con il figlio Alessio; è consulente alle Politiche sociali del Campidoglio sotto la giunta Alemanno; condannato il 6 ottobre del 2000 “in quanto membro dell’associazione a delinquere banda della Magliana”; il suo “nome in codice” era Provolino ed era “compagno di giochi” di Renatino De Pedis, del cassiere della banda Nicoletti e scagnozzo di Massimo Carminati), Pasquale Maietta (definito da Giorgia Meloni “uno dei migliori dirigenti nazionali di Fratelli d’Italia”. Mentre era deputato e tesoriere del partito alla Camera, intratteneva stretti rapporti con uno dei capi del clan Di Silvio, la famiglia mafiosa di origine sinti imparentata con i Casamonica. La sua rete di riciclaggio arrivava fino in Svizzera e, secondo la Procura di Latina, sarebbe stata gestita dal figlio dell’avvocato di Licio Gelli. Negli ultimi tempi sembrano inoltre essere diventati più stretti i rapporti tra Fratelli d’Italia e Casapound), Giancarlo Pittelli (accusato dalla procura antimafia di Catanzaro di essere collegato al clan della ‘ndrangheta Mancuso), Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik” (ucciso con un colpo di pistola alla nuca il 7 agosto 2019; uno dei capi degli “Irriducibili”, gruppo di ultras della Lazio, dichiaratamente fascista, vicino a Forza Nuova; precedenti per estorsione e droga; vicino al clan camorristico di Michele Senese e a Massimo Carminati; alla guida di un’organizzazione criminale di narcotrafficanti), Fabrizio Fabietti (braccio destro di Fabrizio Piscitelli e “broker” del narcotraffico, aveva rapporti con la cosca di ‘ndrangheta Bellocco, i fratelli Emanuele, Leopoldo Cosentino e Michele Senese).

– Attraverso l’intreccio di questi personaggi e di questi contesti, scoprirete queste tre realtà proprie della mafia che opera a Roma:

Clan Di Silvio (imparentato coi Casamonica), clan della ‘ndrangheta Mancuso, cosca di ‘ndrangheta Bellocco.

Quindi, dati alla mano, questo viaggio che inizia nel negozio di Tiberio Simmi conduce a tutte le componenti che caratterizzano l’omicidio di Luca Sacchi e la successiva campagna di disinformazione, depistaggi mediatici e odio contro Anastasiya Kylemnyk: traffico di droga, malavita organizzata, malavita locale, mondo della destra sovranista.

Non è una semplice influenza

I giudici e i testimoni sono persone soggette agli effetti del processo mediatico […]. Quando si innesta un processo mediatico è infatti facile lasciarsi travolgere dagli impulsi emotivi per gli elementi che emergono. Questo fa venire meno quelle garanzie che sono alla base della nozione di un giusto processo […]. Quindi i media possono giocare ruoli decisivi sia per quanto riguarda la formulazione delle sentenze, sia per quanto riguarda le indagini […]. Nel corso del tempo […] giustizia e mondo dell’informazione si sono pericolosamente intersecati, dando vita al processo mediatico, che si svolge nei giornali, televisioni, blog e forum invece che in aule di tribunali. Il rischio che si corre è che il processo mediatico sostituisca quello reale, o che possa addirittura influenzarlo […]. Bisogna anche tenere presente gli effetti che i media possono produrre e alle forme di influenza che possono esercitare: il rischio di un errore giudiziario per via dei condizionamenti esercitati sui giudici e testimoni è dietro l’angolo e più frequente di quanto si possa immaginare [25].

I pennivendoli vengono pagati per manipolare la realtà, occultare, influenzare l’opinione pubblica, distogliere l’attenzione da un episodio “scomodo” al potere per spostarla ad esempio su un avversario da eliminare, creare eventi “in laboratorio” per influenzare processi [26].

Quindi, che media asserviti agiscano con piena premeditazione e volontà al fine di influenzare opinione pubblica e processi a vantaggio del padrone di turno, dobbiamo considerarlo un fatto appurato. Adesso vediamo come. Premetto che quanto segue, peraltro direttamente collegato alle evidenze appena esposte, non vuole mettere in alcun modo la professionalità delle persone citate ma solo, visto che siamo tutti esseri umani con personali interessi e bisogni, mostrare alcuni modi in cui una disinformazione manipolata e asservita, come quella che abbiamo visto, possa influire su alcune parti del processo reale.

Ecco l’elenco dei ruoli coinvolti in un reale processo.

– Testimoni.

– Imputati.

– Avvocati.

– Pubblico Ministero.

– Giudici popolari.

– Giudici togati.

In questa fase del processo, ovvero alla vigilia della richiesta della PM e della successiva sentenza, le parti più potenzialmente coinvolte sono le ultime tre.

– PM. In più di un’occasione, ha dimostrato una particolare ostilità – naturalmente sempre entro i limiti del ruolo – nei confronti di Anastasiya Kylemnyk. Sapere che gran parte dell’opinione pubblica chiede una “pena esemplare” (grazie anche alle reiterate esternazioni della coppia Galati – Sacchi) per questa ragazza (fregandosene di Valerio Del Grosso e di Paolo Pirino, o addirittura ignorando chi siano) potrebbe incoraggiarla ad accanirsi in questo senso.

– Giudici popolari. Abbiamo ampiamente visto e dimostrato come la campagna d’odio contro Anastasiya Kylemnyk si fondi su componenti irrazionali ed emotivamente cariche, tali da influenzare l’opinione pubblica della quale fanno parte anche i giudici popolari: persone che, nella vita di tutti i giorni, frequentano gli stessi posti che, chi spurga odio nel web, frequenta quando si allontana dai social ed esce di casa.

– Giudici togati. Insieme alle migliaia di commenti basati su razzismo, violenza contro le donne, sadismo, minacce e diffamazioni, ce ne sono molti che chiamano direttamente in causa le giudici togate, facendo in vario modo passare il messaggio – spesso veicolato attraverso toni intimidatori – che devono condannare Anastasiya Kylemnyk alla più grave tra le pene possibili.

Infine, c’è una componente che, come abbiamo visto, pur non partecipando direttamente al reale processo, può influenzarlo in modo pesante: l’opinione pubblica. O, per essere precisi, quella parte dell’opinione pubblica che si fa influenzare dalla disinformazione e dall’odio – creato, diffuso e fomentato – da trasmissioni come Quarto Grado. Ribadisco ancora una volta: non c’è distinzione tra “online” e “offline”, solo differenti forme di manifestare emozioni, sentimenti, idee, comportamenti eccetera. Le persone che sbavano odio contro Anastasiya Kylemnyk nella pagina Facebook di Quarto Grado, e in altri spazi social di media asserviti alla famiglia Sacchi, sono quelle stesse persone che frequentano i supermercati, i bar, i negozi, le strade. Molte di queste si trovano a Roma.

David Puente, uno dei maggiori debunker italiani, così conclude il capitolo di un suo libro:

Sono storie false, ma ritenute per assurdo verosimili nonostante tutto, che creano la percezione alterata di una totale mancanza di sicurezza e di una totale inattività da parte delle forze dell’ordine, finché qualcuno si sente in dovere di farsi giustizia da solo. Non solo in India, o in Messico, o negli Stati Uniti: anche in Italia ci può essere una persona armata di pistola desiderosa di «fare giustizia» tanto da compiere una vera e propria strage. È successo a Macerata, il suo nome era Luca Traini [27].

Ecco. Non dico che qualcuno stia cercando di proposito un Luca Traini ad hoc (Luca Traini che peraltro è un appassionato sostenitore della Lega per Salvini, proprio come gran parte degli haters di Anastasiya Kylemnyk e dei fan dei Sacchi e di Quarto Grado – almeno per quanto riguarda questo caso). Dico che questo clima d’odio, violento, volgare, irrazionale, creato ad arte da certi media con la partecipe collaborazione di specifici ospiti, è molto pericoloso e non posso credere che questi media non se ne rendano conto. Il che, secondo me, fa del loro comportamento un comportamento criminale, così come criminale mi sento di considerare tutto quanto di illecito e scorretto abbiamo già visto.

Stabilito tutto ciò…

Il mondo sovranista che immediatamente va nel panico alla notizia che Luca Sacchi è stato ucciso da due italiani (o proprio quei due? – sempre considerando che è in discussione la posizione di Pirino, che comunque rimane l’aggressore di Anastasiya Kylemnyk); il capogruppo alla Camera della Lega, Riccardo Molinari, che parla di Luca Sacchi come se fosse una sua vecchia conoscenza, presto pappagallato da Carmelo Abbate; una serie di “giornalisti” in vario modo vicini all’area sovranista che guidano l’istigazione all’odio contro Anastasiya Kylemnyk depistando l’attenzione da Valerio Del Grosso, Paolo Pirino e dallo stesso Luca Sacchi e che portano avanti in tal senso una strategia metodica, asservita e violenta, volta molto probabilmente anche a influenzare in vario modo il processo reale…

Che sia possibile – sempre per ipotesi, naturalmente – uno scenario come quello che segue?

Prima ancora che i nomi dell’assassino di Luca Sacchi e del suo presunto complice fossero di dominio pubblico, dai vertici della Lega, forse da Salvini stesso o da qualcuno a lui molto vicino, parte una chiamata verso casa Sacchi. Alfonso Sacchi viene informato in merito all’identità dell’assassino e del suo presunto complice e, al tempo stesso, gli viene chiesta conferma dell’origine straniera di Anastasiya Kylemnyk. Lui naturalmente conferma. A questo punto, quindi in netto anticipo sulla messa in pubblico delle informazioni in merito ai responsabili dell’omicidio e dell’aggressione, dai vertici della Lega, forse da Salvini stesso, vengono inviate a contesti mediatici amici, precise indicazioni su come procedere per la narrazione del caso Sacchi: depistare ogni attenzione da Luca e dalla sua famiglia, mettere in ombra le figure dei veri responsabili e convogliare tutto l’odio possibile verso Anastasiya Kylemnyk. In questo modo lei diventerà il demonio responsabile di tutto, Luca il Divino Angelo asceso al cielo e la famiglia Sacchi una sorta di intoccabile Sacra Famiglia. Cosa che, analizzando i commenti della comunità di Quarto Grado, e anche di quelle di altre pagine Facebook, è avvenuto. Nessuno parla di Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, tutti divorano d’odio Anastasiya Kylemnyk, attribuendole la responsabilità di ogni cosa. Il tutto, con la sinergica ed efficace strategia che vede la collaborazione tra Quarto Grado (e altri media asserviti), famiglia Sacchi e relativi avvocati, haters di vario tipo e Bestie di Salvini. Strategia basata su varie forme di incitamento all’odio contro Anastasiya Kylemnyk, attraverso la sollecitazione di pregiudizi e stereotipi razziali e altri che affondano le radici nel vasto contesto della violenza contro le donne, uniti a minacce, diffamazioni e insulti violenti e volgari.

Questo, come dimostrato e mostrato, potrebbe influire in modo grave sulla serenità dei giudici togati e non nel formulare una sentenza contro Anastasiya Kylemnyk. Il che, rappresenterebbe il trionfo dei camerieri, dei servi e dei vassalli i quali, sacrificata con piacere ogni loro dignità e professionalità al potente di turno e ai suoi amici, si godrebbero i frutti del loro strisciare.

Sempre per ipotesi, naturalmente.

[1] Ho deciso di non pubblicare link ai video di Quarto Grado nei singoli post perché voglio mantenere pulito il mio blog. Al tempo stesso, per venire incontro alla giusta esigenza di informazione di chi non ha seguito o ha seguito poco questa storia, ho fatto un’eccezione e ho pubblicato tutti (o quasi) i link qui: https://storieanomale.com/2021/04/18/processo-allodio-la-manipolazione-dellinformazione-contro-anastasiya-kylemnyk/?preview_id=1132&preview_nonce=11152f3609&preview=true&_thumbnail_id=1210#videodio

[2] https://www.corrieredellacalabria.it/2019/11/03/lomicidio-di-luca-sacchi-e-la-pista-dei-rampolli-della-ndrangheta/

[3] [5] https://storieanomale.com/il-caso-di-luca-sacchi-e-il-mediatico-processo-farsa-contro-anastasiya-kylemnyk/

[4] https://storieanomale.com/2021/10/07/la-vera-critica-e-un-attacco/

[6] https://storieanomale.com/2021/09/30/esiste-un-collegamento-tra-la-bestia-e-il-mediatico-processo-farsa-contro-anastasiya-kylemnyk-segni-del-sovranismo-nei-depistaggi-mediatici-sul-caso-sacchi/

[7] Questa è la citazione di un commento, ma rappresenta anche la sintesi di centinaia di altri commenti che esprimono lo stesso concetto.

[8] L’analisi dettagliata dei linguaggi verbali e audiovisivi utilizzati in questi video, potete trovarla qui: https://storieanomale.com/2021/04/18/processo-allodio-la-manipolazione-dellinformazione-contro-anastasiya-kylemnyk/#fabbrica-di-odio

[9] Sull’impatto della comunicazione non verbale sulla mente umana, anche a livello di connessioni neurali, qui: https://storieanomale.com/2021/04/05/social-mafia/

[10] https://storieanomale.com/2021/04/18/processo-allodio-la-manipolazione-dellinformazione-contro-anastasiya-kylemnyk/?preview_id=1132&preview_nonce=11152f3609&preview=true&_thumbnail_id=1210#leadership-odio

[11] https://storieanomale.com/2021/04/18/processo-allodio-la-manipolazione-dellinformazione-contro-anastasiya-kylemnyk/

[12] https://storieanomale.com/2021/11/26/i-quartohaters-la-comunita-dellodio-nel-mediatico-processo-farsa-contro-anastasiya-kylemnyk/

[13] https://storieanomale.com/2021/11/08/viaggio-nellodio-violenze-camere-degli-echi-e-responsabilita/

[14] https://storieanomale.com/2020/11/09/omicidio-di-luca-sacchi-e-gli-orrori-di-un-processo-mediatico/#coniugi-sacchi

[15] https://storieanomale.com/2021/06/15/chi-sono-le-vere-serpi-disinformazione-altro-contro-anastasiya-kylemnyk/

[16] https://storieanomale.com/2020/06/19/142/

[17] https://storieanomale.com/2020/11/09/omicidio-di-luca-sacchi-e-gli-orrori-di-un-processo-mediatico/#non-solo-sacchi

[18] https://storieanomale.com/2020/11/09/omicidio-di-luca-sacchi-e-gli-orrori-di-un-processo-mediatico/#sui-due-amici

[19] https://www.vanillamagazine.it/il-montaggio-video-come-si-costruisce-una-storia-nella-mente-dello-spettatore/

[20] https://storieanomale.com/2021/04/18/processo-allodio-la-manipolazione-dellinformazione-contro-anastasiya-kylemnyk/#blob-odio

[21] https://storieanomale.com/2021/11/26/i-quartohaters-la-comunita-dellodio-nel-mediatico-processo-farsa-contro-anastasiya-kylemnyk/

[22] https://storieanomale.com/2021/04/28/quarto-iago-ancora-un-caso-di-manipolazione-delle-informazioni-nel-mediatico-processo-farsa-contro-anastasiya-kylemnyk/

[23] https://storieanomale.com/2021/05/06/banda-della-magliana-mafia-sovranismo-e-politica-quello-che-il-mediatico-processo-farsa-contro-anastasiya-kylemnyk-non-dice/

[24] https://storieanomale.com/2021/05/06/banda-della-magliana-mafia-sovranismo-e-politica-quello-che-il-mediatico-processo-farsa-contro-anastasiya-kylemnyk-non-dice/

[25] Antonella Camerino, “Tribunali mediatici: la spettacolarizzazione dei processi in Italia e l’influenza dei mass media sull’opinione pubblica”

[26] https://www.jedanews.com/giornalisti-e-pennivendoli-corrotti/

[27] David Puente, Il grande inganno di internet. False notizie e veri complotti, Solferino

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