Dalle rapine al limone alle camere degli echi – Gli ignoranti 2.0

Dalle rapine al limone alle camere degli echi - Gli ignoranti 2.0

1995, Pittsburgh. In pieno giorno e a volto scoperto, Wheeler McArthur rapina due banche. Prima di uscire, non manca di sorridere alle telecamere. Tempo circa un’ora e viene arrestato. Gli chiedono come mai avesse fatto le rapine a volto scoperto, mostrandolo addirittura volontariamente alle telecamere. McArthur spiega che, alcuni giorni prima, due amici (alcune versioni dicono che l’amico fosse uno) gli avevano consigliato di cospargersi il volto con del limone. In questo modo, avrebbe ottenuto l’effetto tipico dell’inchiostro simpatico: se si fosse tenuto lontano da fonti di calore, il viso sarebbe stato invisibile.

Uno psicologo della Cornell University, David Dunning, e un suo studente, Justin Kruger, colpiti dal caso, fanno una serie di esperimenti. Scoprono così quello che viene chiamato effetto Dunning-Kruger. Identificano due tipi di persone: i competenti e gli incompetenti. I competenti tendono a sovrastimare le capacità degli altri e a sottovalutare le proprie (”Se io sono competente in questo campo, lo sono anche tutti gli altri”). Al contrario, gli incompetenti, più sono incompetenti, dunque ignoranti, in un campo, più credono di sapere tutto in merito allo stesso.

I bottom performers, in particolare, sono così inesperti in un determinato campo che sono incapaci nel riconoscere la loro incapacità. Sono quindi affetti da quella che è chiamata “metaignoranza” (David Dunning, 2011), nel senso che la loro ignoranza rende impossibile per loro comprendere che sono ignoranti.
Ciò significa che i bottom performers non solo ritengono di essere al di sopra della media, ma che la loro incompetenza li rende incapaci di vedere la loro stessa ignoranza [1].

Quindi, gli ignoranti diventano arroganti, certi come sono di avere la Verità in loro possesso. Tanto da assumere anche atteggiamenti aggressivi.

Meno sanno, più pensano di sapere.
Spesso chi ha questo problema tende a imporre le proprie idee anziché limitarsi a dare un parere, ritenendole verità assolute. Gli altri vengono visti come totalmente ignoranti e incompetenti anche se non lo sono [2].

Inconsapevolezza dei propri limiti, incapacità di mettersi in discussione e certezza di avere ragione: tutto ciò porta gli ignoranti a considerare chi prova a mostrare i loro errori come un nemico, qualcuno da combattere in modo anche forte e aggressivo.

I performer peggiori non mostrano alcun segno di consapevolezza, nonostante le chiare e ripetute comunicazioni dei loro scarsi risultati. Invece di essere confusi, perplessi o impensieriti dalle proprie abitudini sbagliate, le persone incompetenti insistono nel sostenere di avere ragione. Come scrisse Charles Darwin ne L’origine dell’uomo, “L’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza” [3].

Ma veniamo ai giorni nostri, e al fenomeno delle echo chambres, ben spiegato da Anna Maria Lorusso, professoressa di semiotica presso l’Università di Bologna. In pratica, succede questo: nel web, tra social, aggregatori di notizie e altro, ognuno di noi riceve una selezione di informazioni, valide o no, basate sui suoi interessi e sulle tracce della sua navigazione in blog, siti, social eccetera. Quindi, riceviamo quella parte di informazioni che confermano ciò di cui siamo convinti. Per questo tendiamo a condividerle subito e in modo quasi compulsivo, il più delle volte senza neanche averle lette o viste, ma solo sulla base dei titoli e di poche righe di presentazione. Altre persone che la pensano come noi fanno lo stesso. In questo modo, si vengono a creare contesti (pseudo)informativi, veri per chi li frequenta, ma oggettivamente limitati e parziali.

Nella rete, per come oggi è organizzata, si creano delle sfere ideologiche abbastanza impermeabili, dove rimbalzano idee tra loro simili che si fanno eco reciprocamente. Il risultato è un progressivo rafforzamento di tali sfere, sempre più estranee al dissenso e sempre più consolidate nelle proprie convinzioni […]. Ma questo niente ha a che vedere con la rilevanza, la correttezza, la significatività sociale. E quando sulle «preferenze» iniziano a definirsi i fatti, le notizie, gli eventi rilevanti, la deformazione del reale diventa un rischio altamente probabile – una deformazione che deriva dalla parzialità e dalla assolutizzazione della propria percezione parziale del mondo [4].

Ora mettete l’effetto Dunning-Kruger all’interno di queste echo chambres e avrete l’attuale panorama dei social media e i profili di molte persone che lo popolano. Caratteristiche:

– Incompetenza e ignoranza in merito all’argomento di cui parlano.

– Certezza di possedere la verità e di essere nel giusto.

– Rifiuto di qualsiasi opinione differente dalla propria e aggressività verso coloro che la manifestano.

– Comunicare solo con chi ha la propria identica opinione, rinforzando in questo modo la convinzione di essere nel giusto e nella verità.

FONTI

[1] https://www.stateofmind.it/2021/07/effetto-dunning-kruger-psicologia

[2] https://www.greenme.it/vivere/mente-emozioni/effetto-dunning-kruger

[3] https://thevision.com/cultura/effetto-dunning-kruger

[4] Anna Maria Lorusso, Postverità, Laterza