I due Regimi delle immagini

I due Regimi delle immagini

Il labirinto è un intestino e le onde di un mare in tempesta, capelli di donna. Il tempo è un mostro vorace da cui fuggire, perché il tempo è la morte. La spada che scinde, la freccia scagliata, ascensione e volo. E luce, luce ovunque.

La piccola barca che accoglie il navigante e lo conduce nel profondo. L’acqua è feconda, materna e protettrice. Discesa in grotte oscure ma amiche. Croce e fuoco, notte e luna, armonia tra i contrari.

In Le strutture antropologiche dell’immaginario (Edizioni dedalo), Gilbert Durand ci accompagna in un affascinante viaggio tra simboli e immagini che raccontano la struttura della mente umana e dei mondi che ha creato e può creare. Arriva quindi a definire il Regime diurno dell’immagine e il Regime notturno dell’immagine. Questi due Regimi rappresentano anche due differenti tipi di personalità. Vediamole.

Il Regime diurno dell’immagine

È il Regime schizomorfo dell’antitesi: Bene contro Male, Giorno e Notte, il Doppio terrificante e lo Specchio al di là del quale ci sono gli inferi dell’anima. È anche la dimensione solare dell’Eroe che combatte il Drago e della Spada che scinde. Il movimento è quello dell’ascensione e del volo. La luce, che domina su tutto è sia quella fisica sia quella dell’apprensione razionale: l’occhio che guarda è, al tempo stesso, l’occhio che comprende.

Chi vive in questa dimensione valuta persone e circostanze secondo polarità ben definite: Bene/Male, Giusto/Ingiusto eccetera. Ha una netta preferenza per la dimensione razionale e l’astrazione. La dimensione carnale e materica è vissuta come pericolosa se non terrorizzante, in quanto collegata alla morte e alla decomposizione del corpo. lo stesso dicasi per il tempo, un mostro che divora la vita. Il vivere nell’antitesi e secondo polarità lo porta a non accettare alcuna sfumatura nelle relazioni, di qualsiasi tipo esse siano. Possiamo dire che il Regime diurno è un regime digitale: 0/1, On/Off, Bianco o Nero e così via.

Il pittore che meglio rappresenta il Regime diurno è Mondrian, le cui opere sono composte da forme geometriche ben definite e ben separate le une dalle altre.

Il Regime notturno dell’immagine

È il Regime viscoso della sintesi dei contrari: la Notte nella quale forme e colori sono entità indistinte, la Croce che unisce terra e cielo, la Musica attraverso la quale le note fluiscono le une nelle altre, in una costante trasformazione. Il movimento è quello della discesa, sino a finire all’interno di grotte oscure e al tempo stesso protettrici. Chi vive in questa dimensione trova in persone e situazioni cioè che unisce, gli elementi attraverso i quali costruire e mantenere armonia. Il vivere nella sintesi dei contrari lo porta ad avere e incoraggiare relazioni armoniche, a qualsiasi livello. Possiamo dire che il Regime notturno è un regime analogico: ogni colore ha mille sfumature, anche tra le più grandi differenze si possono trovare somiglianze e accordi.

Il pittore che meglio rappresenta il Regime notturno è Van Gogh, nelle cui opere colori e forme sfumano gli uni nelle altre.