I Quartohaters. La comunità dell’odio nel mediatico processo-farsa contro Anastasiya Kylemnyk

Quartohaters. La comunità dell'odio nel mediatico processo-farsa contro Anastasiya Kylemnyk

Storie Anomale pubblica post sul mediatico processo-farsa contro Anastasiya Kylemnyk da oltre un anno. Nel link qui sotto potete trovare tutto, dalla cronologia degli eventi, alle ripetute smentite relative alle affermazioni della coppia Galati-Sacchi, fino all’analisi tecnica della manipolazione delle informazioni attuata da Quarto Grado ai danni della stessa Kylemnyk e nel totale asservimento alla famiglia Sacchi, alla sua strategia difensiva e a molto probabili referenti politici.

https://storieanomale.com/il-caso-di-luca-sacchi-e-il-mediatico-processo-farsa-contro-anastasiya-kylemnyk/

In questo post lascio la parola ai #Quartohaters, ovvero ai membri della comunità d’odio accuratamente creata, mantenuta e fomentata da Quarto Grado e dai suoi ospiti contro una ragazza che, ricordo, è vittima di un’aggressione a scopo di rapina e che si dichiara non colpevole in merito all’accusa di violazione della legge sulla droga. Ma qui voglio esprimermi il meno possibile e lasciare che a esprimersi sia la feccia dei #Quartohaters. Cominciamo. Quelle che seguono sono citazioni tratte dai commenti a post pubblicati sulla pagina Facebook di Quarto Grado. Il periodo preso in considerazione è quello che prepara l’odio in vista del processo, a parte qualche eccezione relativa a commenti fatti a processo in corso.

Lurida maiala.

Quel povero ragazzo non c’è più per una lurida bastarda che è venuta in Italia per fare del male ergastolo a vita per questa maiala assassina.

Ammazzati zoccola.

Troia.

Io gli facevo fare la stessa fine.

Mostro spietato.

Quelle dell’est…sono tutte uguali.

Muori ammazzata lurida zoccola!

Non è giusto che deve vivere un essere del genere!

Per mettere a posto questa ci vuole uno con le p… Lei lo ha fatto fuori. Fategliela pagare con la stessa moneta.

Altro che non rispondere, sarebbe meglio dare delle bastonate!

Le farei abbassare la testa a suon di schiaffi.

La prenderei a schiaffi.

Vengono in Italia a delinquere.

Ti auguro di passare il resto della vita dietro le sbarre…biondina…sei complice della morte di un bravo ragazzo…vediamo se fai ancora la figa in galera…che giustizia sia fatta.

Troia drogata spacciatrice.

Ma è chiaro che questa extracomunitaria è una falsa ipocrita che pensa solo a sé stessa e che è lei l’artefice, insieme a quei delinquenti, di quanto è successo.

Gliela farei pagare cara a questa zoccola.

La zingara ripulita.

Aria da puttana.

Anche io auguro a questa schifosa una fine terribile dopo tanta sofferenza.

Schifosa!!! Maledetta. Queste cose si pagano.

Fossi io Anastasia non ci sarebbe più.

È una delinquente ucraina.

Il povero Luca è stato sfortunato a conoscere quella lurida vipera di Anastasia. Che rabbia che mi fa le spaccherei la faccia vedendo quella mamma disperarsi così.

In carcere deve morire.

Io mi sarei fatta giustizia con le mie mani.

Lurida puttana!

Doveva morire quella bastarda.

Giustizia privata.

Adesso tocca a lei! Merda!

Puttanella.

Stiamo scherzando troppo con la giustizia! Serve una ventata di estrema destra italiana.

È solo una grandissima puttana deve crepare.

È da seppellire viva.

Troia straniera.

Anastasia è una troia.

Lunga vita piena di sofferenza e tortura!

Dall’analisi di questi commenti, e dagli screenshot che seguono, possiamo identificare alcune caratteristiche comuni e che si presentano in modo invasivo. Anastasiya Kylemnyk viene ripetutamente:

– Discriminata per le sue origini straniere.

– Umiliata e insultata in quanto donna.

– Accusata di un reato per il quale non è né è mai stata indagata e neanche sospettata.

– Ritenuta colpevole in merito a un reato per il quale si dichiara innocente.

– Indicata come bersaglio di violenze di vario genere.

Tutto ciò, come ampiamente dimostrato (https://storieanomale.com/2021/04/18/processo-allodio-la-manipolazione-dellinformazione-contro-anastasiya-kylemnyk/) e come, comunque, evidente a chiunque sia in buona fede, è il diretto risultato della strategia comunicativa di Quarto Grado, che ricalca in modo asservito e indegno, la strategia difensiva della famiglia Sacchi.

Razzismo, disprezzo per le donne, violenza, (in)giustizia intesa in modo autoritario e sadico: le componenti della costante, pianificata e metodica aggressione mediatica contro Anastasiya Kylemnyk sono le stesse che caratterizzano una precisa area ideologica, rappresentata dal sovranismo di destra che, nel web, si esprime con le oscene modalità della Bestia salviniana. Anche di questo se ne è parlato, per esempio qui: https://storieanomale.com/2021/04/18/processo-allodio-la-manipolazione-dellinformazione-contro-anastasiya-kylemnyk/#destra-e-mafia

L’ipotesi, molto forte, è che in area sovranista ci sia stato fin dall’inizio un interesse assoluto a deviare l’attenzione da Luca Sacchi, dal suo assassino reo confesso e dal reo confesso aggressore di Anastasiya Kylemnyk, utilizzando Anastasiya Kylemnyk come agnello sacrificale, e che per raggiungere questo obiettivo si siano attivati (o siano stati attivati) una serie di boia mediatici asserviti alla detta area ideologica e a detto obiettivo.

Comunque, Storie Anomale, su Tiberio Simmi qualcosa ha approfondito: https://storieanomale.com/2021/05/06/banda-della-magliana-mafia-sovranismo-e-politica-quello-che-il-mediatico-processo-farsa-contro-anastasiya-kylemnyk-non-dice/

E ha anche analizzato nei dettagli la performance reicitativa di Tina Galati sotto l’attenta regia di Quarto Grado. Performance recitativa che ha fatto esplodere un odio irrazionale, manipolatorio e molto sospetto contro Anastasiya Kylemnyk:
https://storieanomale.com/2021/04/18/processo-allodio-la-manipolazione-dellinformazione-contro-anastasiya-kylemnyk/#fabbrica-di-odio

Ma adesso, lascio lo spazio ai #Quartohaters, al loro odio, al loro razzismo, al loro disprezzo per le donne e alla loro codarda violenza.

E tenete sempre presente che ogni “troia”, ogni “puttana”, ogni espressione di violenza e umiliazione nei confronti di una donna è il frutto di una comunicazione messa in atto, con piena consapevolezza, mancanza di scrupoli e volontà di dolo, da Gianluigi Nuzzi, Alessandra Viero, Carmelo Abbate e dalla redazione di Quarto Grado nel suo insieme. Cercata, voluta, fomentata, mantenuta, incoraggiata, diffusa. Nel pieno disprezzo dei diritti umani, dell’informazione, delle regole e delle leggi.

Quindi, buon viaggio nel mondo della manipolazione e della disinformazione.

Buon viaggio nel mondo dell’odio.

Buon viaggio nel mondo di Quarto Grado.