La maschera della Covid 19

Covid e Poe

Ogni volta che leggo la notizia di persone che si ammassano tra di loro a festeggiare gaie chissà che cosa, regolarmente prive di mascherine, mi viene in mente La maschera della Morte Rossa, di Edgar Allan Poe. Così ho pensato di paragonare alcuni brani del racconto, alternandoli a brani tratti da articoli di quotidiani. Così, per divertimento.

Prima, per chi non abbia letto il racconto di Poe, due righe di introduzione.

La Morte Rossa è la peste. Il principe Prospero e i suoi amici, che saranno stronzi ma che non sono coglioni come gli attuali negazionisti/complottisti, si rifugiano in quel luogo proprio per isolarsi dal resto ed evitare il contagio. Si barricano dentro e danno il via alle feste.

Adesso lascio la parola a Poe. E alla cronaca.

Una polmonite anomala in una città della Cina centrale, molto abitata ma non così conosciuta. Un notizia tutto sommato piccola. Che cresce di intensità giorno per giorno. Nuovi contagi in tutto il paese. Morti. Immagini drammatiche sui social network cinesi: ospedali al collasso, persone che chiedono aiuto dai balconi.
Sembra un fenomeno isolato, ma un giorno di fine febbraio è l’Italia il primo paese ad accorgersi che il nuovo coronavirus fa molto più male di una normale influenza. Gli ospedali della Lombardia si riempiono. L’Italia diventa il nuovo epicentro del virus che, come uno sciame, si sposta da una regione del mondo a un’altra, bloccando il movimento di persone e l’economia come non succedeva dalla seconda guerra mondiale [1].

Per lungo tempo la Morte Rossa aveva spopolato la contrada. Mai s’era vista una pestilenza tanto orribile.
Ma il principe Prospero restava ugualmente felice
[…]. Convocò un migliaio circa dei suoi amici, tutti pieni di vita e di baldanza, scegliendoli tra cavalieri e dame della sua corte, e riparò con essi nel remoto rifugio d’una delle sue abbazie fortificate.
Il principe aveva provveduto a tutti i mezzi del piacere. Si era portato dietro buffoni, improvvisatori, musici e ballerini. E poi la bellezza, il vino… [2]

Per i poliziotti sta diventando una consuetudine: un’altra festa illegale privata è stata stoppata nel corso della notte tra martedì e mercoledì a Milano. Stavolta la sede del party in tempo di pandemia covid è stata una discoteca […]. Quando i poliziotti sono intervenuti nel locale, hanno trovato una trentina di persone in pista da ballo, con tanto di dj. Stavano ballando e consumando alcolici senza indossare la mascherina e senza rispettare alcuna regola anti contagio contro il coronavirus [3].

Il principe Prospero offrì ai suoi mille amici un ballo in maschera.
Voluttuoso spettacolo, la mascherata [4].

Un raduno di circa 130 negazionisti assembrati e senza mascherina in un terreno privato a Palmadula, nella borgata della Nurra, nel Sassarese è stato scoperto dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna su segnalazione di alcuni cittadini. All’arrivo degli agenti c’erano almeno una settantina di auto e più di cento persone, alcune delle quali, alla vista delle divise, sono scappate. Famiglie con numerosi bambini stavano banchettando all’aperto, senza tener conto dei divieti della zona rossa, cantavano e suonavano. Nelle vicinanze erano stati allestiti banchetti per la vendita di prodotti vari [5].

In quella sala si trovava, appoggiato al muro di ponente, un gigantesco orologio d’ebano. Andava il pendolo con un sordo, pesante, monotono rintocco; e tutte le volte che la lancetta dei minuti aveva compiuto il giro del quadrante, e l’ora stava per scoccare, un forte, profondo, chiaro suono musicale usciva dai polmoni di ottone della macchina […] cosicché quanti danzavano dovevano interrompere le loro evoluzioni, e la gaia compagnia veniva colta da un momentaneo turbamento […]. Appena però gli echi di quel suono erano svaniti, una lieve ilarità serpeggiava tra i festanti […]. Ma, nonostante tutto, l’orgia trascorreva in gaia magnificenza [6].

Nessuno indossava la mascherina di protezione, nella convinzione che il coronavirus fosse un’invenzione delle multinazionali del farmaco. “Persone incoscienti e tutte riottose a ridurre i rischi di contagiarsi e contagiare anche gli altri, compresi i colleghi Forestali intervenuti per fare il loro lavoro”, spiega il capo dell’ispettorato forestale di Sassari, arrivato sul posto assieme al responsabile del settore della vigilanza, commissario capo Antonio Sanna [7].

E l’orgia turbinò e turbinò sino a che infine cominciò a rintoccar mezzanotte e, come al solito, la musica s’arrestò, le danze vennero interrotte, e ogni cosa rimase immobile […]. Prima che l’ultima eco dell’ultimo rintocco venisse del tutto sommersa dal silenzio, venne fatto a parecchi di notare la presenza di una maschera di cui sino allora non si era accorto nessuno.
[…]
Anche per gli esseri più depravati, che della vita e della morte si prendono ugualmente gioco, vi sono cose con le quali non si può scherzare.
[…]
Si conobbe così la presenza della Morte Rossa. Come un ladro era venuta, di notte. E a uno a uno i convitati caddero nelle sale dell’orgia […]. Con la vita dell’ultimo di quei gaudenti si estinse anche quella dell’orologio d’ebano. Le fiamme dei tripodi si spensero. E le tenebre, la rovina, la Morte Rossa stabilirono su ogni cosa il loro dominio senza limiti [8].

Poe cita qui il vangelo di Matteo ma, soprattutto, San Paolo E il richiamo suona oggi più che mai attuale.

Il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte. Quando diranno: «Pace e sicurezza», allora una rovina improvvisa verrà loro addosso […]; e non scamperanno.

FONTI

[1] https://lab24.ilsole24ore.com/storia-coronavirus/

[2] [4] [6] [8] Edgar Allan Poe, Opere scelte, Mondadori

[3] https://www.milanotoday.it/cronaca/festa-coronavirus-discoteca-blackout.html

[5] [7] https://www.agi.it/cronaca/news/2021-04-26/covid-negazionisti-sardegna-raduno-12325971/

[9] http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=1Ts5,1-11&formato_rif=vp