Il cocktail dei ricordi

Percezione e memoria

Tarda sera, quasi notte. Buio. Nella piazza, Carlo e Marc, due amici. Parlano di alcol e musica. L’urlo di una donna. Breve momento di sorpresa, poi Carlo torna al pianobar dove lavora. Rimasto solo, Marc sta per raggiungere il portone di casa. Alza gli occhi verso una finestra. Una donna. Colpita alle spalle. Crolla. Col busto, sfonda i vetri della finestra. Marc sale di corsa le scale ed entra nell’appartamento.

Per raggiungere la camera dove è avvenuto il delitto, deve attraversare un corridoio: stretto, con quadri su entrambi i lati.

Raggiunge la camera. Vede il cadavere. Chiama le forze dell’ordine.

Insieme al commissario, torna verso l’uscita. Qui si ferma e domanda: “Le posso chiedere se ha fatto rimuovere qualcosa o cambiare posto a qualche oggetto qua dentro, commissario?” Commissario: “Ma lei è matto. Stiamo bene attenti a non far spostare nulla. Perché, qualcosa che non va?” “No. io penso…deve essere un’impressione.”

Al termine del film scopriamo che Marc aveva visto qualcosa. Meglio, lo aveva percepito rapidamente con lo sguardo. ma non era riuscito a elaborarlo. In quel corridoio, oltre ai quadri, c’era uno specchio. Passando al suo fianco Marca vi aveva visto riflesso il volto dell’omicida.

Ma quella percezione, così veloce, periferica e colta in un generale stato di tensione, gli aveva lasciato solo la sensazione di “qualcosa di cambiato”.

Ritornato nella piazza dopo avere rilasciato le dichiarazioni del caso, Marc ritrova Carlo. Gli racconta di quanto è successo e di quella sua strana sensazione. Ecco la parte finale del dialogo.

Marc: Ma io…io vorrei solo cercare di capire.
Carlo: Sai, certe volte, quello che vedi realmente e quello che immagini, si mischia nella memoria come un cocktail, del quale tu non riesci più a distinguere i sapori.
Marc: Ma io ti sto dicendo la verità!
Carlo: No, Marc. Tu credi di dire la verità, e invece dici soltanto la tua versione della verità.

Il film, come molti sanno, è Profondo rosso.

Il tema importante, il generatore di narrazioni possibili, è rappresentato qui dall’intreccio tra percezione, memoria e verità.

Come un evento, guida e influenza la percezione? Come viene elaborato quanto percepito? Come questa elaborazione è influenzata da esperienze passate o da informazioni ricevute successivamente all’evento? Quando si rievoca quell’evento si è certi di rievocare la verità?